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| Assopace e Comitato cittadini bosniaci a Roma. Documento di trasporto | Neva Bernardi | Documento dell'Associazione per la pace che attesta la raccolta di 14.350 kg di aiuti umanitari grazie al Comitato Cittadini Bosniaci a Roma. | 1992-01-22 | Parole chiave: Balcani, Intervento umanitario, Aiuti umanitari |
| Bosnia per fermare la guerra per rilanciare la solidarieta | Associazione per la pace, Arci | Lettera ai parlamentari. Le proposte del volontariato | 1995-05-31 | Parole chiave: Balcani, Intervento umanitario |
| Speciale Bosnia | aavv | Dossier della rivista Guerre e pace | 1995-09-06 | Parole chiave: bosnia |
| Contro la guerra umanitaria in Bosnia | Coordinamento nazionale dei comitati cittadini contro la guerra | Testo e modalità per presentare la denuncia popolare contro la "guerra umanitaria" in Bosnia | 1999-05-29 | Parole chiave: Bosnia, guerra umanitaria |
| Aiutopoli dalla Bosnia al Kosovo | Giulio Marcon | | 1999-09-09 | Parole chiave: Aiuti umanitari, Bosnia, Cooperazione, Kosovo |
| Bosnia per fermare la guerra per rilanciare la solidarieta | Arci, Associazione per la pace | Lettera aperta ai parlamentari | 1995-05-31 | Parole chiave: Aiuti umanitari, Balcani, Intervento umanitario |
| La pace da costruire a sei mesi da Dayton | aavv | Libro bianco a cura del Consorzio italiano di solidarietà | 1996-06-14 | Parole chiave: Balcani, Bosnia, Dayton |
| Una carovana di pace parte mercoledi | Alex Langer | Appello di lancio della carovana che confluirà il 29 settembre a Sarajevo | 1991-09-29 | Parole chiave: Alex Langer, Balcani, Sarajevo, bosnia |
| In silenzio, corteo per Sarajevo | aavv | Corteo e appello per la pace in Bosnia | 1994-02-19 | Parole chiave: Balcani, Bosnia |
| Dai pacifisti gioia e preoccupazioni | Umberto di Giovannangeli | Corteo a Roma per la pace in Bosnia | 1994-02-19 | Parole chiave: Associazione per la Pace, Bosnia, Manifestazione |
| Rompi l'assedio aiuta un bambino | Fabio Luppino | Progetto del Consorzio italiano di Solidarietà e della Croce Rossa di Sarajevo | 1994-12-09 | Parole chiave: Bosnia, Consorzio Italiano di Solidariet? |
| Ho visto i deportati nella terra di nessuno | . | Le parole di una volontaria italiana a Tuzla | 1995-07-16 | Parole chiave: Bosnia |
| A dieci anni da Srbrenica | Giulio Marcon | "Quello che successe fu lo sterminio di migliaia di persone –soprattutto donne, vecchi, bambini- molte ammassate in fosse comuni, mentre altre migliaia, dopo un esodo di alcuni giorni arrivarono a Tuzla e in altre città della Bosnia"...articolo di Giulio Marcon su Il Manifesto | 2005-07-01 | Parole chiave: Srebrenica |
| Tuzla Amica | Tuzla Amica | La storia di Tuzla Amica, un'organizzazione non governativa e senza scopo di lucro, che ha iniziato la sua attività nel 1992, è stata ufficialmente registrata nel 1996 nell'area del Cantone di Tuzla e dal 2004 è registrata presso il Ministero della Giustizia della Bosnia ed Erzegovina | 1992-04-04 | Parole chiave: Balcani, Donne |
| Disarmiamo l inverno | Ics | Raccolta straordinaria di aiuti per la Bosnia-Erzegovina promossa dal Consorzio Italiano di Solidarietà | 1993-12-20 | Parole chiave: Balcani, Sarajevo |
Foto

Locandina di “Tre città, una pace”, progetto promosso dall'Associazione per la pace, che tocca le città di Zagabria, Belgrado e Sarajevo. Partecipano circa 300 attivisti pacifisti e vengono organizzati incontri con i centri antiguerra e le associazioni locali, manifestazioni in piazza.

Monsignor Tonino Bello lancia nell'estate del 1992 l'appello perché si dia un concreto contributo alla pace e alla giustizia in Bosnia con un'iniziativa nonviolenta. L'organizzazione viene assunta dai "Beati costruttori di Pace". Dopo mesi di preparativi 500 pacifisti decidono di partire da Ancona il 7 dicembre del '92. Obiettivo: arrivare a Sarajevo, sotto assedio da nove mesi, il 10 dicembre in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani. Foto di Mario Boccia

Il 29 maggio 1993 un convoglio di aiuti umanitari partì da Brescia diretto a Zavidovići in Bosnia centrale, venne assalito da una banda militare nei pressi di Gornji Vakuf. Dei cinque volontari che formavano il convoglio - Sergio Lana, Guido Puletti, Fabio Moreni, Agostino Zanotti e Christian Penocchio - tre vennero uccisi e due si salvarono scappando nei boschi. Il responsabile fu condannato, prima in Bosnia e poi in Italia.

Mostra sugli stupri delle donne in Bosnia raccontate attraverso i disegni di Amira, ragazza di Tuzla. Pubblicazione su concessione del Centro di documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale

Intervento di Tom Benetollo durante la marcia Ancona-Falconara, imponente e unitaria manifestazione pacifista per il cessate il fuoco in Bosnia

Momento della marcia Ancona-Falconara, imponente e unitaria manifestazione pacifista per il cessate il fuoco in Bosnia. Foto di Mario Boccia

Otto di sera, il traghetto è pronto a partire. Sulla battagliola viene appeso uno striscione in ricordo di attivisti del movimento pacifista, morti nella primavera di quell'anno. Il 20 aprile muore per malattia Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta e ideatore della marcia del 500 del dicembre 1992. Il 29 maggio vengono uccisi, in un agguato in Bosnia Erzegovina, tre volontari bresciani: Sergio Lana, Guido Puletti, Fabio Moreni. Foto di Mario Boccia

Il 7 agosto, durante un contatto radio con l'Unità di crisi della Farnesina, i pacifisti rimasti a Ramsko vengono informati del peggioramento della situazione. Proseguire per Sarajevo significa rischiare la prigionia o il martirio. In assemblea generale viene deciso di non proseguire verso la capitale bosniaca, ma di scrivere un appello da consegnare alla vicina base delle forze di pace Onu (Unprofor). Foto di Mario Boccia

Mentre i pacifisti sono nella piazza della cattedrale, non viene rispettato nemmeno il cessate il fuoco. Durante il discorso tenuto sulle gradinate, l'artiglieria croato-bosniaca continua a bombardare verso est la parte musulmana. Nella foto, Dino Frisullo con il microfono in mano. Alla sua destra Tom Benetollo, allora presidente di ArciNova e poi presidente Arci dal 1995 fino alla sua morte precoce nel 2004. Foto di Mario Boccia
Video
Stralcio dell'intervento di Alex Langer al Parlamento Europeo. Assedio della città
Inquadramento storico a cura di Marco Abram (Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa) Testimonianze di Tullio Bulgari, Mari Casalucci, Giacomo Galizia, Giulio Marcon, Giampiero Rasimelli
Nel settembre 1991, Litfiba e Nomadi fecero un concerto insieme, per la pace, a Sarajevo. La guerra era già scoppiata, la città era piena di carri armati e militari in assetto di guerra.
Podcast
Puntata di "O di qua o di là" trasmissione di Italia 1 puntata dedicata alla guerra in Bosnia" di giovedì 3 febbraio 1994 con gli interventi di Pialuisa Bianco (giornalista), Marco Pannella (L. PANNELLA), Carlo Maria Santoro (professore), Luigi Caligaris (generale), Eugenio Melandri (PRC), Chiara Ingrao (PDS), Alexander Langer (VERDI), Roberto Formigoni.
La presentazione del volume di Amnesty International organizzato da Amnesty International e da Edizioni Sonda.
Audio della conferenza stampa
Registrazione audio della conferenza stampa Con Raffaella Bonini (ARCI), Giovanni Bianchi (ACLI), Giampiero Rasimelli (ARCI), Claudio Lotti, Andrea Margheri (PDS).
Intervista ad Adriano Sofri
Registrazione audio del dibattito
Registrazione audio della conferenza stampa
Registrazione audio della conferenza stampa
Registrazione audio della conferenza stampa
Sono intervenuti: Vasco Giannotti (DS), Antonio Raimondi (VIS), Giulio Marcon (CIS), Franco Bettoli (EMMAUS), Guido Artom, Maria Burani Procaccini (FI), Vincenzo Petrone (AMBASCIATORE), Salvatore Ippolito (ACNUR), Mauro Valeri (FUNZIONARIO), Josè Luis Rhi Sausi (CESPI), Cesare Taviani (SENIORES), Anna Friso, Tom Benetollo (ARCI), Paolo Dieci (CISP), Emanuele Polito, Giovanni Polliani, Silvana Amati (DS), Luciano De Matteis (ANPAS), Marco Griffini (AIBI), Soana Tortora (ACLI), Edoardo Patriarca.
Con Giampiero Rasimelli (ARCI), Chiara Ingrao, Giovanni Bianchi (PRESIDENTE ACLI), Stefano Semenzato (VERDI), Gianni Cuperlo (SINISTRA GIOVANILE).
Quando sono scoppiate le prime tensioni in ex Jugoslavia, i bosniaci pensavano che da loro la guerra non sarebbe arrivata perché in quello Stato da secoli convivevano pacificamente etnie e religioni diverse. Invece la guerra è arrivata, è durata 4 anni e ha lasciato dietro di sé una scia di morte e povertà. Ma al termine del conflitto c’è chi ha provato a costruire qualcosa che permettesse di pensare al futuro: per questo Radmila (detta “Rada”) Zarkovic e Skender Hot, insieme a una manciata di altri soci, fondano nel 2003 la cooperativa Insieme, che si occupa di coltivazione e trasformazione di frutti di bosco, un prodotto tipico locale della zona di Bratunac. Alla cooperativa aderiscono famiglie bosniache e famiglie serbe, che pochi anni prima erano su fronti opposti.
Molte donne che lavorano nella cooperativa hanno perso un familiare durante il genocidio del 1995. Nermina è una di loro: i resti di suo padre sono stati ritrovati solo dieci anni fa, 20 anni dopo lo sterminio dei bosniaci musulmani. Ancora oggi in quella zona della Bosnia si continuano a cercare resti umani perché mancano all’appello delle vittime circa mille persone. Le ricerche avvengono attraverso gli esami del Dna. Ma a volte trovare dei resti non basta: per questo l’associazione Adopt Srebrenica si occupa da anni di recuperare vecchie foto, perché i figli e i nipoti delle vittime possano vedere che faccia avevano i loro cari.
Puntata registrata durante Chora Volume 2, il festival di Chora Media. Con Francesca Milano, Mario Boccia, Roberta Biagiarelli e Luciana Grosso. L’ultimo atto della guerra in Bosnia è stato il genocidio dell’11 luglio 1995, quando i serbi uccisero 8mila uomini musulmani. A 30 anni di distanza, raccontiamo quel tragico avvenimento. La performance iniziale è di Roberta Biagiarelli.


