“Pace in movimento” racconta una storia:
la storia del pacifismo italiano.
“Viviamo un tempo carico di immani violenze, orrori ed ingiustizie. La guerra è tornata ad essere strumento legittimo della politica. La lotta per un mondo di pacifica convivenza tra i popoli, regolato dal diritto e non dalla prepotenza delle armi, viene ridicolizzata come patetica utopia di tempi passati.
La ferocia della guerra, con la distruzione indiscriminata di vite e di paesi, è parte della quotidianità a cui ci si può, o addirittura ci si deve abituare. L’orrore del genocidio è uscito dai libri di storia e viene praticato con sistematicità giorno dopo giorno, con la complicità attiva delle più grandi potenze del mondo e del governo del nostro paese. Enormi risorse vengono bruciate in armamenti e ancora si propone e decide di aumentarle, mentre si tagliano spese sociali e ambientali. E il rischio di un nuovo conflitto nucleare è sempre più alle porte.
La maggioranza della popolazione è contro la guerra. Ma fatica a farsi sentire. La propaganda, la disinformazione, la sensazione di impotenza spingono a farci abituare a tutto, anche al peggio.
In questo momento cupo, abbiamo pensato di dover raccontare la storia del movimento pacifista italiano, uno dei più grandi e importanti del mondo.
Senza memoria non c’è futuro, e speriamo che la memoria condivisa di grandi movimenti popolari possa aiutare a trovare il coraggio per ribellarsi e lottare
Quella che racconteremo è la storia del nostro pacifismo, del pacifismo italiano, dagli anni ’80 fino al 2025, con un accenno al pacifismo degli inizi.
È la storia di un pacifismo che si è sempre orgogliosamente definito politico, perché ha sempre creduto che la società civile debba avere l’intelligenza necessaria per individuare i passi che servono a far cambiare le cose.
È la storia della nostra nonviolenza attiva, che non è mai stata la rinuncia al conflitto, ma la possibilità di agirlo con il massimo della partecipazione possibile, senza delegarlo ad
avanguardie muscolari, maschie e coraggiose.
È una storia collettiva e plurale, fatta da tanti e tante con idee, metodi, convinzioni diverse, ma che si sono sempre sentiti una grande comunità. Ed è stato l’insieme di percorsi e strumenti differenti, contro la guerra e per la pace, a fare la sua forza.
È la nostra una grande storia collettiva che arriva al presente. Con i suoi successi e le sue sconfitte. E’ soprattutto la storia delle energie che milioni di piccole persone hanno messo per fare il mondo più giusto.
Ora è il tempo di consegnare questa storia alle nuove generazioni.
Le generazioni dell’attivismo sociale cambiano. E ciascuna generazione scrive la propria storia, anche rompendo con quella precedente. Ed è un bene sia così, altrimenti tutto resterebbe sempre uguale.
Con questo lavoro, quindi, non vogliamo insegnare niente. Solo, provare a consegnare un pezzo di radici a chi viene dopo di noi.
Perché le radici, lo insegna la natura, danno forza e aiutano a crescere.
Non inventiamo nulla: ci sono già tanti siti che contengono importanti pezzi di archivio pacifista, nel web. Ma bisogna saperli cercare.
Il sito quindi vuole essere soprattutto un portale, per aiutare chi cerca a trovare facilmente ciò che esiste.
Ed è pensato, nella struttura e nel linguaggio, per i più giovani – quelli e quelle che non c’erano ai tempi delle storie che raccontiamo.
Non pretendiamo di avere uno sguardo oggettivo, raccontiamo la nostra storia e sappiamo di farlo in modo parziale.
Ma invitiamo sin da ora chiunque possegga parti di questo grande racconto a contribuire a “Pace in movimento” con i propri materiali, per farlo diventare un archivio collettivo da arricchire in forma permanente e partecipativa.
Grazie all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, impegnato attivamente per la pace, il disarmo e la nonviolenza, che con i fondi dell’8 per mille ci ha permesso di iniziare questo
lavoro.
Grazie a chi ha collaborato, scrivendo e mettendoci a disposizione foto, video, mostre, volantini, manifesti, libri, articoli, video e audio. E a chi lo farà.
Grazie a chi vorrà dedicare a questa storia iniziative pubbliche e momenti formativi.
Grazie a Tom Benetollo, un grande pacifista che ancora ci manca. “Pace in movimento” è dedicato a lui.
Il nostro grazie più grande va a chi non perde la speranza e continua a lottare per un mondo che ripudi la guerra e l’ingiustizia.
Come spesso ripeteva Tom: “Arrendersi al presente è il modo peggiore per costruire il futuro.”